martedì 20 novembre 2012

LA RICETTA PER AMMALARSI DI CANCRO: FORNO A MICROONDE!!!!






Esiste da dieci anni una prova, che il tribunale svizzero ha soppresso, che dimostra come il cibo trattato con le microonde possa danneggiare il sangue in modo rilevante. Studi più recenti hanno aggiunto prove evidenti che il forno a microonde è un rischio per la salute.

Nel 1989, un nutrizionista svizzero, il Dottor Hans-Urich Hertel fece delle scoperte allarmanti sull'uso del forno a microonde. Ma nonostante ciò per più di dieci anni ha dovuto lottare per avere il diritto di far sapere al mondo che cosa aveva scoperto.

Il punto che ha cercato in tutti i modi di rendere noto al pubblico è di interesse vitale per i consumatori : tutti i cibi che vengono cucinati o scongelati nel microonde possono causare dei cambiamenti del sangue che indicano lo sviluppo di un processo patologico presente anche nel cancro.

Nonostante ciò, Hertel per tutto questo tempo, è stato preso in giro dai fabbricanti di forni a microonde che hanno usato le leggi svizzere sul commercio per tappargli la bocca al punto di minacciare di rovinarlo.

Nel Marzo 1993, il Tribunale per il Commercio di Berna, a segui-to di una denunzia della Associazione Svizzera dei Produttori di Apparecchi Elettrici Domestici ed Industriali, ha fatto divieto al Dottor Hertel di dichiarare pubblicamente o per scritto, che i forni a micro-onde sono dannosi alla salute. Non ubbidire a questo ordine avrebbe potuto significare una multa di 5000 Franchi Svizzeri o addirittura un anno di prigione.

La Corte Federale di Losanna ha confermato questo verdetto nel 1994 giustificandolo sulla base della Legge Svizzera contro la Concorrenza Sleale che proibisce "dichiarazioni discriminanti, false, ingannevoli e dannose contro un produttore e i suoi prodotti" (Giornale delle Scienze Naturali, 1998;1: 2-7) una legge che prende esclusiva-mente in considerazione la facoltà di impedire il commercio in sé e non l'intento di nuocere.

Tale legge imbavaglia anche la stampa svizzera poiché qualsia-si osservazione che possa essere considerata una critica del forno a microonde può con facilità portare ad un processo. Le opinioni svizzere sulle scoperte del dottor Hertel non sono condivise dal resto dei paesi europei. Nell'Agosto del 1998, La Corte Europea dei Diritti Umani stabilì che l'ordine del silenzio emesso dalla corte svizzera contro il Dottor Hertel era contrario al diritto di libertà di espressione : La Corte Europea ordinò anche alla Corte Svizzera di pagare un com-penso di 40.000 franchi svizzeri come risarcimento.

Pur avendo vinto la causa da due anni, il Dottor Hertel è ancora in attesa che il Tribunale svizzero cambi la sentenza precedente e gli tolga la multa di 8000 franchi. Nel frattempo le sue scoperte sensaz-ionali sono state convalidate da testimonianze che spuntano qua e là in tutto il mondo.

DA DOVE E' INIZIATO TUTTO QUESTO?

Si ritiene da parte di molti che i forni a microonde siano stati ideati durante la seconda guerra mondiale in Germania per facilitare la preparazione del cibo nei sottomarini; altri dicono che gli stessi scienziati svilupparono tale invenzione per facilitare le manovre durante l'invasione dell'Unione Sovietica. In ogni modo l'invenzione è databile dalla Seconda Guerra Mondiale.

Dopo la guerra, questa tecnologia fu importata negli USA dove fu sviluppa e come risultato il primo forno a microonde fu messo in commercio nel 1952 dalla Raytheon. Da quel momento in poi, questa tecnologia è stata adottata in tutto il mondo senza che venissero fatte ricerche sui possibili effetti dannosi da parte delle autorità di nessun paese.

Solo negli anni '70 cominciarono a comparire dei rapporti che mettevano in dubbio la sicurezza dei cibi cotti a microonde. Studi istologici sui broccoli e le carote cotti a microonde rilevarono che la struttura molecolare dei nutrimenti erano deformati a tal punto da distruggere le pareti cellulari quando, nella cucina tradizionale, la struttura cellulare rimane intatta (Journal of Food Science, 1975;
40 : 1025-9).


IL FUNZIONAMENTO DI UN FORNO A MICROONDE

Il forno a microonde usa un dispositivo chiamato magnetron, che fa oscillare un fascio elettronico ad una frequenza molto alta, producendo così una radiazione di microonde (MW). Gli apparecchi domestici o industriali usano una frequenza di 2.45 gigahertz (Ghz)
ad una potenza di 400-900 watts per un forno domestico standard, la cui alimentazione è progettata per fornire 4000 impulsi al magnetron.
La frequenza di 2.45 Ghz si usa perché l'acqua assorbe l'energia elettromagnetica più velocemente e al massimo grado a questa frequenza, dando così modo al cibo che contiene acqua di riscaldarsi rapidamente.

Le molecole contenute nel cibo sono costrette a allinearsi con
il campo elettrico molto rapidamente e ad oscillare intorno al proprio asse. Il calore viene prodotto dalla notevole frizione intermolecolare.

Le microonde vengono proiettate dal magnetron all'interno del forno, dove riscaldano il cibo dall'interno verso l'esterno, a differenza dei forno tradizionali che fanno il contrario. Il riscaldamento dall' interno cosa può lasciare delle zone fredde e da ciò la necessità di ruotare costantemente il piatto.

Il massimo livello di perdita permesso dalle norme attuali corris-ponde a una potenza di densità di 5 milliwatts per centimetro quadrato alla distanza di 5 centimetri dalla porta del forno. Questo valore si basa su misurazioni standard per radiazioni MW che sono oggetto
di discussione fra coloro che sostengono che gli effetti atermici delle radiazioni MW dovrebbero essere tenuti in considerazione solo quan- do i livelli di radiazione registrati sono bassi (come ad esempio con i cellulari). Lo sportello del forno stesso dovrebbe essere controllata periodicamente per assicurarsi che non ci siano eccessive perdite.


LA RICERCA DI HERTEL

Undici anni fa, il Dottor Hertel, un medico nutrizionista che ave-va già lavorato per diversi anni per una società alimentare svizzera,
si mise in contatto con il Professor Bernard Blanc dell' Istituto Federale di Tecnologia per sviluppare un programma di ricerca a largo raggio sull'effetto del cibo trattato con microonde negli esseri umani. I due scienziati decisero in seguito di ridurre la loro ricerca ad un livello più limitato, quando il Fondo Nazionale Svizzero non si dichiarò dispon-ibile a finanziare il loro progetto.

Selezionarono otto individui dell'Istituto di Macrobiotica di Kientel in Svizzera che seguivano una dieta strettamente macro-biotica, compreso anche il Dottor Hertel: questo per ridurre al minimo la presenza di elementi che avrebbero potuto essere considerati fuor-vianti per i loro effetti sull'analisi del sangue. Tutti i volontari avevano un'età compresa fra i 20 ed i 40 anni, tranne Hertel che aveva 64 anni.

Come ci racconta Hertel nel suo libro : "Ciò che i dottori non ci dicono" per otto settimane abbiamo vissuto tutti nello stesso albergo e non c'è stato ne fumo, né alcol, né sesso. Ad intervalli di 5 giorni, i volontari ricevevano uno degli otto tipi di cibo disponibili a stomaco vuoto : latte crudo biologico; lo stesso latte preparato in modo tradiz-ionale; lo stesso tipo di latte scaldato in forno a microonde; latte pastorizzato in forma tradizionale; verdura da cultura biologica cruda; la stessa verdura cucinata in forma tradizionale; la stessa verdura surgelata e scongelata in forno a microonde e la stessa verdura cucinata in forno a microonde.

Ai volontari fu prelevato il sangue immediatamente prima di mangiare e a intervalli fissi dopo avere mangiato i suddetti cibi.

Si poterono osservare dei cambiamenti significativi del sangue di coloro che avevano consumato cibo trattato con forno a microonde; mutamenti consistenti in una riduzione di tutti i valori dell'emoglobina e del colesterolo, sia delle lipoproteine ad alta densità (colesterolo "buono") sia di quelle a bassa densità (colesterolo "cattivo") (Nexus, 1995; Aprile / Maggio : 25-7).

I linfociti (globuli bianchi) mostravano una diminuzione a breve termine più evidente dopo che era stato consumato del cibo trattato a microonde che dopo avere consumato del cibo cucinato in maniera tradizionale. Inoltre, Hertel scoprì un'associazione altamente signifi-cativa fra la quantità di energia a microonde nel cibo preso in esame e la luminescenza di quei batteri che si illuminano, se esposti ad una luce speciale, nel sangue di coloro che ne avevano mangiato. Hertel concluse che tale energia poteva essere trasmessa a coloro che mangiavano cibo cucinato a microonde.

Oltre agli effetti suddetti, Hertel notò anche effetti non termici che, egli sostiene, alterano la permeabilità della membrana cellulare poiché cambiano i potenziali elettrici fra l'esterno e l'interno della cellula. Le cellule danneggiate diventano quindi facile preda dei virus, dei funghi e di altri microrganismi.

I meccanismi naturali di riparazione delle cellule vengono anch' essi alterati, e ciò induce le cellule a ricorrere forzatamente alla riserva di energia in "stato di emergenza passando dalla respirazione aerobia (basata sull'ossigeno) a quella anaerobia (priva di ossigeno). Invece di produrre acqua e biossido di carbonio, producono perossido di idrogeno e monossido di carbonio.

In una situazione di questo tipo Hertel asserisce, le cellule passano da un processo generatore di energia di "corretta ossidaz-ione" ad uno di "fermentazione" malata. Hertel prosegue e constata che quando il cibo è trattato con microonde, il forno emette una potenza di 1000 watt o ancora di più. La distruzione e la trasformazione delle molecole del cibo che ne risulta produce dei nuovi composti che si chiamano "radiolitici", sconosciuti in natura. E' opinione corrente nei circoli scientifici che i cibi trattati a microonde non contengano livelli significativamente alti di composti radiolitici più dei cibi cucinati in maniera tradizionale, ma i risultati portati da Hertel suggeriscono il contrario.

Le analisi del sangue dei volontari hanno confermato che in coloro che consumavano cibo trattato a microonde non tutto andava bene. Campioni presi ogni mattina alle 7,45, 15 minuti dopo che avevano mangiato e due ore dopo, mostrarono che i valori degli eritrociti, dell'emoglobina degli ematocriti e leucociti erano al limite minimo della normalità in coloro che avevano mangiato del cibo trattato a microonde.

Tali risultati sono simili a quelli delle persone tendenti all'anem-ia; i risultati erano più evidenti e significativi statisticamente nel secondo mese della ricerca. Inoltre, in correlazione con la diminuz-ione dei valori, si erano innalzati i livelli di colesterolo. Non è difficile capire perché la pubblicazione dei risultati della ricerca nel 1992 abbia causato allarme in Svizzera. Comunque, la reazione delle autorità svizzere e dell'industria che lo portarono davanti ad un tribunale e lo accusarono e condannarono per Concorrenza Sleale, segna un capitolo vergognoso nella stia della Svizzera. Tale fu la pressione sul Professor Blanc che si sentì obbligato a dissociarsi pubblicamente dalla interpretazione data nella relazione congiunta che aveva seguito la loro ricerca, subito dopo la sua pubblicazione. Privatamente, egli ammise che con il Dottor Hertel che lo aveva fatto perché temeva per la sicurezza della propria famiglia (Journal of Natural Sciences,1998; 2-7).

Nonostante tutti i tentativi per metterlo a tacere, la ricerca del Dottor Hertel è disponibile fuori dalla Svizzera per posta o sul sito web (copie disponibili da World Foundation for Natural Science, Box 632, CH-3000, Bern, Switzerland; tel: 0041 33 4381158; fax 437 4816. Sito web : www.wffns.org).


I RUSSI VIETANO I FORNI A MICROONDE

Dopo la seconda guerra mondiale anche i Russi hanno sperimen-tato il forno a microonde. Dal 1957 fino ad oggi, le ricerche sonostate portate avanti dall'Istituto di Radiotecnologia di Klinsk, Bielorussia. Secondo il ricercatore americano William Kopp, che ha raccolto sia le ricerche tedesche che quelle russe, e che è stato inquisito per questo (Journal of Natural Sciences, 1998; 1: 42-3) - dal gruppo legale russo sono stati rilevati i seguenti effetti :

- La carne già cucinata e scaldata nel forno a microonde con calore sufficiente a distruggere un essere umano provoca :

- d-nitrosoditanolamine (un agente ben conosciuto fra le cause del cancro);

- destabilizzazione dei composti biomolecolari della proteina attiva;

- origine di un effetto binding della radioattività dell'atmosfera;

- origine di agenti che causano il cancro nelle proteine-idrolizzate del latte e dei cereali.

- L'emissione di microonde causava anche alterazioni nel comportamento catabolico (guasto) del glucoside - galattoside - elementi che si trovano nella frutta surgelata se viene scongelata in questo modo.

- Le microonde alteravano il comportamento catabolico degli alcaloidi delle piante se la verdura surgelata, cruda o cotta veniva esposta anche per tempi molto brevi.

- I radicali liberi che causano il cancro si erano formati in alcune strutture molecolari con minerali in traccia nelle sostanze vegetali, specialmente nei tuberi crudi.

- Ingerire cibi trattati a microonde innalzava la percentuale di cellule cancerogene nel sangue.

- A causa delle alterazioni chimiche nelle sostanze alimentari, c'erano delle disfunzioni nel sistema linfatico che causavano una degenerazione della capacità del sistema immunitario di autodifesa contro la crescita del cancro.

- Il catabolismo instabile dei cibi trattati a microonde alterava le loro sostanze elementali, e ciò provocava disturbi della digestione.

- Coloro che avevano mangiato cibi trattati a microonde mostrarono un incidenza statisticamente maggiore di tumori allo stomaco e all'intestino, oltre a una degenerazione generale dei tessuti cellulari periferici ed una graduale perdita delle funzioni digestive e escretorie;

- L'esposizione alle microonde causò una diminuzione significativa dei valori nutrizionali di tutti i cibi studiati particolarmente :

- Una diminuzione della biodisponibilità delle vitamine del complesso B, della Vitamina C, vitamina E dei minerali essenziali e lipotropi;

- Distruzione del valore nutrizionali delle nucleoproteine della carne;

- Diminuzione dell'attività metabolica degli alcaloidi, glucosidi, galattosidi e netrilosidi (tutte sostanze base delle piante presenti nella frutta e nella verdura);

- Notevole accelerazione della disintegrazione strutturale dei cibi (Perceptions, 1996; Maggio / Giugno : 30-3).

- Come risultato di tali ricerche i forni a microonde furono vietati in Russia nel 1976 e questo divieto fu annullato dopo la Perestrojka.


RICERCHE RECENTI

Ancora alcune di queste teorie devono essere verificate, ma altre ricerche in Gran Bretagna e negli USA hanno messo in evidenza altri rischi. Nel 1990 all'Università di Leeds, due ricercatori del Diparti-mento di Microbiologia Medica hanno studiato il calore irregolare che i forni a microonde possono causare. Hanno scoperto che il contenuto di sale in una data porzione di purea di patate influiva sulla temperat-ura interna della vivanda- maggiore era il contenuto di sale, minore era la temperatura.

Da ciò i ricercatori hanno concluso che "la scarsa penetrazione di microonde nel cibo preso in esame ad alta concentrazione ionica può essere causato dalla induzione della corrente elettrica/ionica sulla superficie del cibo stesso. Questo spiegherebbe la ragione per cui il cibo confezionato scaldato a microonde di solito è bollente in super-ficie ma freddo all'interno (Nature,1990; 344 : 496).

E' riferito il caso di un paziente che nel 1991 in un ospedale di Tulsa, Oklahoma, è morto per crisi anafilattica dopo una trasfusione di sangue che era stato scaldato in forno a microonde. L'irradiazione sembra avere alterato il sangue in qualche modo e avere causato la
morte del paziente (Journal of Natural Sciences, 1998; 1: 2-7).

Nell'Agosto 1989, una ricerca del governo britannico ha dimost-rato che la Listeria ed altri batteri potenzialmente mortali possonosopravvivere nel cibo cucinato a microonde, anche se si seguono le istruzioni (Food Business, 1989; 20 :12).

Un'altra ricerca americana ha dimostrato che l'uso di riscaldare avanzi di cibo nel forno a microonde è potenzialmente pericoloso. I ricercatori che studiavano le cause di una serie di casi di Salmonell-osi fra le persone che facevano picnic nel 1992, scoprirono che delle

trenta persone che riportarono a casa della carne avanzata, i dieci che avevano usato il forno a microonde si erano tutti ammalati. Nessuno dei dieci che avevano usato un forno normale o una padella per riscaldare il maiale si era ammalato.

I ricercatori conclusero che, paragonando i metodi convenzionali di riscaldamento, il forno a microonde non dava nessuna protezione all'insorgere di salmonella (American Journal of Epidemiology, 1994; 139 : 903-9).


NON SCALDATE IL LATTE NEL FORNO A MICROONDE

Riscaldare o scongelare latte materno nel forno a microonde causa un diminuzione del livello di fattori anti infettivi del latte, anche se si usano basse temperature (20- 53 °c) ( Paediatrics,1992; 89 :
667 -9 ). In uno studio dell'Università di Stanford in California, il riscaldamento a microonde a più di 72°C si dimostrò come la causa di una sensibile diminuzione di tutti i fattori anti infettivi testati.

Un altro studio, fatto a Vienna, trovarono che cuocere a micro-onde causa cambiamenti notevoli delle proteine del cibo cosa che non si verificava dopo una cottura tradizionale. La D prolina e la cis D idrossidoprolina furono rinvenute in quantità significative nella formu-la del latte per neonati scaldato a microonde, mentre di solito solo la L prolina si trova nel materiale biologico. L sta per levogiro, D per destrogiro, riferendosi alla direzione di rotazione degli elettroni sul piano di polarizzazione ottica).

Lubec ed i suoi colleghi misero in guardia per il fatto che "la conversione di forme da trans a cis può essere pericolosa perché quando i cis-aminoacidi sono incorporati in peptidi e proteine invece che nei loro transisomeri, ciò può portare a cambiamenti strutturali, funzionali ed immunologici" (Lancet, 1989; 9 : 1392-3).

Altre ricerche hanno trovato che il latte per neonati trattato con microonde può causare cambiamenti molecolari degli aminoacidi
delle proteine del latte, causando in tal modo tossicità o cambiando il valore nutritivo del latte stesso. Però la quantità di proteine cambiate era molto piccola (Journal of the American College of Nutrition, 1994; 13 : 209 -10 ).

Non tutte le testimonianze sono comunque negative. Gli scienz-iati di un laboratorio dell'Istituto di ricerca di Zeist, in Olanda, hanno svolto una ricerca di 13 settimane sugli effetti del cibo trattato a micro-onde, sulla composizione del sangue ed altri indicatori sanitari su topi e sembra che non abbiano riscontrato nessun effetto negativo (Food Chemical Toxic ,1995 ; 33: 245 -56 ). Comunque va tenuto presente che si tratta di studi su animali e non sempre si possono applicare ad essere umani.

ATTENZIONE! PERDITA DI ADDITIVI

Un altro problema del cibo trattato a microonde è che esso ha un colore ed un sapore meno forte se paragonato al cibo cucinato in modo tradizionale soprattutto ciò si verifica nei cibi che contengono della pasta. Questo fatto ha sviluppato ed incoraggiato la produzione di additivi che possono essere usati nei cibi per forno a microonde e che riproducono artificialmente i colori ed i sapori che i consumatori
si aspettano di trovare. Gli studiosi dell'università australiana degli stati di Lara e Ashton nel loro libro che raccomandiamo caldamente
di leggere "I Pericoli del Progresso" (Zed Books, Londra, 1999) affer-mano :

"Un esempio di un nuovo tipo tecnologico di sapori special- mente destinati ai cibi da cucinare a microonde sono i recettori. Questi sono di solito incorporati nell'involucro dei cibi per microonde e sono usati per raggiungere delle aree ad alta temperatura; questo da un effetto di rosolatura al cibo durante la cottura a microonde. Un leggero effetto collaterale di alcuni di questi prodotti prima del 1992 significava anche che veniva emessa una piccola quantità di etere bisfenolo Aúdiclicide, una sostanza chimica tossica conosciuta come BADGE, che andava nel cibo durante la cottura a microonde. BADGE era un componente dell'adesivo antigelo usato per fissare i recettori all'involucro."

Gli autori citano uno studio del 1992 su 52 campioni di pizza in cui nove recettori usati in una marca contenevano BADGE in una concentrazione che andava da 0,2 -a 0,3%. La sostanza chimica passava nella pizza quando questa veniva cucinata nell'involucrocome da istruzioni (Food Additives and Contaminants, 1994; 11 : 231- 40).

Spesso pane e cereali vengono venduti in involucri cerati per poter facilmente essere scaldati a microonde. Ma uno studio recente ha dimostrato seguendo le istruzioni risultava che il 60% della cera passava nel cibo (Food Additives and Contaminants, 1994; 11 : 79 -89).

La pellicola in PVC che copre il cibo durante la cottura a micro-onde lascia particelle di plastica a tal punto che una ricerca del 1996 raccomandava di non usare plastica PVC a diretto contatto con il cibo durante la cottura (AB Badeka, MG Kontominas, 1996; citato da Ashton e Laura,1999, pag.68).


COME PROTEGGERSI DALLE RADIAZIONI SE SI DEVE
CONTINUARE AD USARE IL FORNO A MICROONDE

. Controllare periodicamente specialmente lo sportello di chiusura che è la parte più soggetta a perdite;

- Non aprire mai la porta quando il forno è in funzione;

- Stare ad una distanza di almeno circa 90 centimetri (specialmente i bambini); quando il forno è in funzione per evitare effetti cumulativi anche per esposizioni limitate. Il cristallino degli occhi è la parte a maggior rischio per una esposizione alle microonde perché non ha modo di disperdere l'energia termica o in altro modo;

- Evitare di cucinare a microonde cibi surgelati o preparati, specialmente se vanno cotti nel loro involucro;

- Non usare contenitori in PVC;

- Non incoraggiare gli adolescenti ad usare cibo scaldato a microonde o ad usare il forno in generale;

- Sappiate che la maggior parte dei ristoranti usa cibo da microonde in grandi forni industriali che risultano ancora avere maggiori rischi per i consumatori, e i clienti dovrebbero esserne informati;

Il messaggio è abbastanza chiaro. Non cuocete cibi in forni a microonde, specialmente per i bambini, a meno che non ci sia una
vera urgenza. Non date ascolto alla pubblicità ingannevole che vi offre "una preparazione veloce" per la vostra vita "piena di impegni".
Rendetevi conto che il vostro corpo ha bisogno di cibi genuini preparati nel modo più genuino possibile in modo da farlo funzionare al massimo. Più vengono consumati cibi non genuini e sempre più gli organi del vostro corpo saranno colpiti negativamente verso la degen-erazione e la malattia. Trattate il vostro corpo come trattereste una Rolls-Royce non come un bidone della spazzatura.
 FONTE: http://cervelloipu.blogspot.it/2012/03/forno-microonde-la-ricetta-per.html



Per approfondimenti vedere:


* "la Chemioterapia peggiora il Cancro!!!" ... novembre 2012.
la Chemioterapia peggiora il Cancro!!!
* "Alimentazione e salute. Le cause del cancro. Le menzogne sul calcio." ... novembre 2012.
Alimentazione e salute. Le cause del cancro. Le me...
* "La cellula staminale immortale che non genera i tumori!!!" ... novembre 2012.  
La cellula staminale immortale che non genera i tu...
* "Combattere l'acidità per sconfiggere il tumore: il bicarbonato di sodio!!!" ... novembre 2012.
Combattere l'acidità per sconfiggere il tumore: il...


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lunedì 19 novembre 2012

la Chemioterapia peggiora il Cancro!!!

Uno studio rivela accidentalmente che la Chemioterapia peggiora sensibilmente il Cancro.

 

http://www.iconicon.it/blog/wp-content/uploads/2012/11/cancer.jpg




Un team di studiosi alla ricerca del perché le cellule tumorali sono così resistenti, accidentalmente è inciampato su una scoperta molto più importante. Mentre conducevano la loro ricerca, il team ha scoperto che la chemioterapia in realtà danneggia fortemente le cellule sane e, successivamente, fa scattare in loro il rilascio di una proteina che sostiene e dà combustibile alla crescita tumorale.
Oltre a ciò, rende il tumore altamente resistente al trattamento futuro .
Segnalando i loro risultati sulla prestigiosa rivista Nature Medicine, gli scienziati riferiscono che i risultati sono stati ‘del tutto inaspettati’. Avendo trovato evidenza di danno significativo al DNA in sede di esame degli effetti della chemioterapia sui tessuti provenienti ​​da uomini con cancro alla prostata, gli scritti sono uno grande schiaffo in faccia alle organizzazioni tradizionali di medici che stanno spingendo la chemioterapia come l’unica opzione per i malati di cancro da anni.
La notizia arriva dopo che è stato già eliminato dal-simile rottura di ricerca che farmaci contro il cancro costosi non solo non riescono a trattare i tumori, ma in realtà li rendono di gran lunga peggiore. I farmaci contro il cancro sono risultati favorire la ‘metastasi’ dei tumori e la loro crescita in maniera massiccia in dimensioni dopo il consumo. Come risultato, i farmaci uccidono i pazienti più rapidamente .
Conosciuta come WNT16B, gli scienziati che hanno effettuato le ricerche dicono che questa proteina creata dal trattamento chemio aumenta la sopravvivenza delle cellule del cancro ed è la ragione per cui la chemioterapia conclude effettivamente la vita in modo più rapido. Il co-autore Peter Nelson, membro del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, spiega:
“La WNT16B, se prodotta, può interagire con le cellule tumorali vicine e farle crescere, invadere, e, soprattutto, resistere alla terapia successiva.”
Il team ha poi concluso l’istruzione con queste parole:
“I nostri risultati indicano che le risposte determinate nelle cellule benigne … possono contribuire direttamente alla cinetica di una maggiore crescita del tumore.”
Nel frattempo, sostanze naturali depennate dai trattamenti come curcuma e zenzero, che sono sempre stati trovate ridurre efficacemente i tumori e combattere la diffusione del cancro. In una revisione di 11 studi, è emerso per esempio che l’uso di curcuma riduce le dimensioni del tumore cervello di uno scioccante 81%. Ulteriori ricerche hanno anche dimostrato che la curcuma è in grado di arrestare la crescita delle cellule del cancro del tutto. Una donna ha recentemente colpito i titoli principali, rivelando la sua vittoria contro il cancro utilizzato principalmente la curcuma.
Questa scoperta accidentale cui sono arrivati ​​gli scienziati mostra inoltre la mancanza di vera scienza dietro a molti trattamenti ‘vecchio paradigma’, nonostante quello che i funzionari della sanità molti vorrebbero far credere. La verità della questione è che le alternative naturali non ricevono finanziamenti quanto farmaci e interventi medici, perché semplicemente non c’è alcun spazio per scopo di lucro.
Se tutti usassero la curcuma e vitamina D per il cancro (e meglio ancora la prevenzione del cancro), le aziende farmaceutiche più importanti verrebbero a mancare.



Fonti aggiuntive:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21775121
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19138983

Questo articolo è originariamente apparso in NaturalSociety.com, un’ottima fonte di notizie alternativa verità salute.


Per approfondimenti vedere: 

* "Alimentazione e salute. Le cause del cancro. Le menzogne sul calcio." ... novembre 2012.
Alimentazione e salute. Le cause del cancro. Le me...
* "LA RICETTA PER AMMALARSI DI   CANCRO: FORNO A MICROONDE!!!!" ... novembre 2012. 
LA RICETTA PER AMMALARSI DI CANCRO: FORNO A MICR...
* "La cellula staminale immortale che non genera i tumori!!!" ... novembre 2012.  
La cellula staminale immortale che non genera i tu...
* "Combattere l'acidità per sconfiggere il tumore: il bicarbonato di sodio!!!" ... novembre 2012.
Combattere l'acidità per sconfiggere il tumore: il...


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sabato 17 novembre 2012

Corrado Malanga: Fisica Quantistica, Programmazione Neuro Linguistica & Psicoanalisi!!!


Malanga  (professore universitario di Chimica ed esperto di ufologia), illustra una chiave di lettura semplice di osservazione e interpretazione sia dei movimenti del corpo che della scrittura, attraverso molti esempi... ci da' così uno strumento di lavoro per un' osservazione senza giudizio, sia degli altri che di noi stessi.  Infatti molti dei gesti anche minimi, che compiamo durante la giornata ci possono dare delle chiavi di lettura (a volte anche molto poetiche), di tutto quello che ci succede all'interno.



Le regole principali (con qualche eccezione dovuta soprattutto al mancinismo) per individuare le chiavi di questa osservazione sono:

  • L'asse temporale. A questo proposito, prima di andare ad esplicare cos'è, si può provare subito un esperimento, che ti invito a fare subito: chiudendo gli occhi, prova a disegnare con l'immaginazione una linea dritta. Poi inserisci su questa linea, tre bandierine: una per il passato, una per il presente e una per il futuro. Solo dopo averlo fatto continua la lettura...in che ordine hai messo le bandierine? (mi piacerebbe che lasciaste un commento a proposito su questo post).  Molto probabilmente: sinistra = passato, centro = presente, destra = futuro. L'asse sinistra-destra rappresenta l'asse temporale, con sinistra=passato, destra=futuro. 
  • L'asse relazionale. L'asse avanti-dietro rappresenta l'asse relazionale, con Avanti=andare verso, Indietro=allontanarsi. E'possibile utilizzare questa chiave di lettura anche per la scrittura, andando ad osservare quanto si calca il foglio mentre si scrive...
  • L'asse dell'energia. L'asse alto-basso rappresenta l'asse dell'energia. Alto=Dio, cielo; Basso=Diavolo, Terra

L'esercizio di osservazione dei piccoli particolari, ha già una grossa utilità: ci costringe in una certa misura a spostare il nostro solito punto di attenzione, durante ad esempio una conversazione con un'altra persona. Se questo all'inizio è complicato, molto più semplicemente si possono osservare i movimenti dei personaggi (soprattutto i politici), all'interno della tv per cercare di leggere un pò più in profondità attraverso le loro (a proposito dei politici, spesso vuote) parole.
Poi Malanga aggiunge a tutto questo un concetto fondamentale, cioè che non esistono solo i 3 assi (tempo, relazione ed energia), ma esiste un quarto aspetto che riunisce tutti cioè la COSCIENZA. Esistono diversi tipi di coscienza (ed anche diversi livelli): a questo proposito spiega bene la differenza fra il funzionamento del lobo sinistro, quello dove c'è la coscienza razionale e quello del lobo destro, dove c'è la coscienza irrazionale.







La Programmazione Neuro-Linguistica

La PNL è una metodologia di miglioramento personale sviluppata nei primi anni '70 dai linguisti statunitensi Richard Bandler e John Grinder, con il contributo scientifico di tanti altri studiosi. Questo sistema di studio dell'essere umano analizza quasi matematicamente i comportamenti psicofisici legati alla comunicazione, al fine di renderla più efficace: nell'ambito della PNL si imparano a conoscere e a verificare le differenze del linguaggio tra i diversi tipi di persone e tra i due sessi, e ad aggirare questi ostacoli in modo da ottenere la fiducia dell'interlocutore, il cosiddetto rapport. Per fare ciò, ci si avvale di tutti i tre livelli della comunicazione, la cui importanza espressa in valori percentuali è davvero interessante: a livello conscio c'è la comunicazione verbale, che rappresenta circa il 7% di ciò che viene percepito, e a livello inconscio ci sono la comunicazione paraverbale, 38%, e quella non verbale, che ne occupa il restante 55%. Il livello verbale rappresenta il contenuto, quello paraverbale corrisponde al modo in cui si parla, ovvero i toni, il volume, le pause, la velocità, le inflessioni e la modulazione della voce, mentre il livello non verbale comprende ogni tipo di posizione, direzione, espressione e gestualità, da quella degli arti a quella del viso, per finire con il corpo intero. Ciò che diciamo, quindi, ricopre solo un piccolo ruolo nella trasmissione e nell'accettazione di un'informazione: il successo della comunicazione dipende soprattutto da cosa entra direttamente nell'inconscio. Per potersi esprimere in modo da assicurarsi una comprensione profonda da parte dei propri interlocutori, bisogna però prima conoscere come questi livelli della comunicazione fisica sono legati alle espressioni della nostra psiche.



Dimmi come ti muovi e ti dirò chi sei

Bandler e Grinder svilupparono la PNL soprattutto grazie all'attenta osservazione delle innumerevoli registrazioni di ipnosi eseguite da Milton Hyland Erickson, psichiatra statunitense, sui suoi pazienti. Le innovative prassi terapeutiche di Erickson vennero studiate, analizzate e riprodotte dai due linguisti statunitensi secondo dinamiche di processo di psicoterapia veloce, codificate poi nel cosiddetto modellamento della PNL. Quando ci esprimiamo o anche solo vogliamo farlo, eseguiamo gesti inconsci che accompagnano o addirittura sostituiscono la nostra comunicazione conscia: si tratta di comportamenti automatici che corrispondono a precise informazioni. La nostra gestualità ha un significato diverso e specifico a seconda del settore spaziale in cui si manifesta: destra o sinistra, alto o basso, avanti o indietro, verso l'interno o verso l'esterno, e in tutte le direzioni intermedie e le combinazioni di esse. Ciò che ha portato ad una comprensione più olistica dell'essere umano, è stato il notare che questa griglia spaziale corrisponde alla famosa croce degli spazi di Max Pulver, grafologo svizzero, che nel 1921 identificò nella scrittura quegli stessi settori e movimenti sul piano bidimensionale che la PNL associa al corpo intero nello spazio tridimensionale. Questo schema si troverà successivamente anche nello studio dei canali visivo, auditivo e cenestesico, compreso nella PNL stessa, dove si è potuto notare che le persone tendono a muovere gli occhi in direzioni ben precise a seconda delle percezioni e delle azioni che stanno eseguendo interiormente. Scriviamo e ci muoviamo, quindi, secondo una griglia visiva che non è mai stata localizzata nel cervello, e che viene condivisa da persone di ogni paese e cultura. Ma allora da dove proviene? Gli studi di Pulver attinsero a quelli di un suo più famoso precedessore, che nella sua geniale ricerca ci ha trasmesso la soluzione al problema.



La comunicazione archetipica

Carl Gustav Jung, psichiatra e psicoanalista svizzero, evolvendo le concezioni di Sigmund Freud, nel 1912 ampliò la ricerca analitica dalla storia personale del singolo alla storia della collettività umana: l'inconscio non è solo quello personale prodotto dalla rimozione, ma nell'individuo esiste anche un inconscio collettivo che si esprime negli archetipi. L'archetipo è un concetto dell'antica Grecia, che tradotto in lingua madre significa “modello originale”, ovvero la forma preesistente e primitiva di un pensiero, come l'idea platonica. Gli archetipi, per Jung, sono le idee innate e predeterminate dell'inconscio umano, e su questo oggi possiamo capire meglio la PNL e definire lo schema con cui ogni essere cosciente apprende e comunica, a partire dall'elemento più a monte, astratto e generico, per finire a quello più a valle, concreto e specifico, in quest'ordine: archetipo, emozione, simbolo, colore, immagine, suono, fonema. Ognuno di questi elementi può essere generato dal precedente e manifestarsi nel successivo, e conoscendo questo meccanismo diventa molto più facile comunicare e programmare in modo efficace, che si tratti non solo degli altri, ma anche di se stessi.




Quest'immagine descrive il modus operandi “non parlo, non vedo, non sento!”, ma le espressività degli attori-scimmia trasmettono anche un ampio contesto dei personaggi a cui è rivolto il mio pensiero.
L'immagine dunque può descrivere molto di più della parola, ma risulta essere sempre insufficiente a descrivere la mia idea e questo perché la mia idea caratterizza me stesso.. io sono anche quell'idea che vi voglio comunicare.
Il processo di trasformazione dell'idea fino alla parola è sempre descritto da Malanga con un semplice disegno:



Più si risale questo schema è più ci si avvicina all'idea che inconsciamente risulta più comprensibile.
L'archetipo è vicino all'emozione e l'emozione prodotta dall'archetipo viene letta dal lobo destro del cervello senza utilizzare il linguaggio (che caratterizza il lobo sinistro). In sostanza l'emozione la si comprende inconsciamente perché l'emozione si percepisce come tale (archetipicamente) per quello che è, senza utilizzare l'interpretazione del linguaggio degli altri sottolivelli.
Se siamo allora in grado di parlare per archetipi siamo in grado di comunicare in modo diretto le emozioni. Le emozioni rappresentano il canale comunicativo tra le parti interiori della persona.
Rispetto a quanto detto in precedenza l'archetipo, ovvero l'idea crea una modifica della realtà, ovvero della virtualità, producendo l'emozione e tutti i sotto linguaggi espressivi di essa.
Fornendo una definizione quasi tautologia:
l'esistenza è archetipica, l'esistenza “é” non per quello che comunica ma per le sue idee (archetipi di cui è composta). La comunicazione invece serve per fare aumentare la consapevolezza di esistenza (consapevoli delle proprie idee = consapevoli di se stessi).





La mappa non è il territorio

Uno dei numerosi studiosi che collaborarono allo sviluppo della PNL, tra gli anni '60 e '70, fu Gregory Bateson, antropologo statunitense, che definì il concetto di mappa e di territorio: la mappa è un'immagine della realtà, mentre il territorio è la realtà stessa. Ognuno di noi percepisce la realtà in modo diverso e quindi agisce di conseguenza, spesso generando incomprensioni e situazioni di stress, di fallimento, di autosabotaggio e, in certi casi, anche di patologia psicosomatica. Rendersi conto di creare dentro di sé una mappa del territorio diversa da quella degli altri, permette di poterla migliorare, rendendola più simile al territorio stesso, per vivere meglio la vita in tutti i suoi aspetti: la PNL si è così affermata come insieme di tecniche estremamente efficaci nella risoluzione di qualsiasi problema psicologico. Parlando in termini di Fisica, secondo la PNL “classica”, il territorio, immutabile, è la realtà di energia, spazio e tempo, mentre la mappa, mutabile, è la virtualità della Coscienza, con la quale possiamo percepire e agire nel territorio: modificare la nostra coscienza dell'universo che ci circonda è tutto ciò che possiamo fare. Tuttavia, nonostante la PNL funzioni egregiamente, alcune scoperte e osservazioni che partono dall'inizio dello scorso secolo ci fanno pensare che le cose non stiano proprio così.



Dalla fisica quantistica alla fisica olografica

David Joseph Bohm, fisico e filosofo statunitense, e Karl H. Pribram, neurochirurgo austriaco e professore di psichiatria e psicologia, dopo anni di ricerche e di esperimenti, definirono il “modello olonomico del cervello”, successivamente ampliato nel cosiddetto modello olografico dell'universo, confermato sperimentalmente anni dopo anche dal fisico francese Alain Aspect. Questo modello fu in grado di spiegare per la prima volta qualsiasi fenomeno fisico, energetico e psichico, sia ordinario che straordinario, in cui la Coscienza viene considerata insieme agli assi di energia, spazio e tempo. Questi ultimi tre sono quantizzati, ovvero composti da unità indivisibili, i quanti, corrispondenti a tre specifiche grandezze, una per ogni asse, che sono state scoperte dal fisico tedesco Max Planck e quindi chiamate grandezze di Planck: la nostra percezione della separazione tra queste grandezze è data dal cervello, che per la sua conformazione è a tutti gli effetti un lettore di ologrammi. L'interpolazione dell'attività degli emisferi cerebrali destro e sinistro, che percepiscono la realtà in modo rispettivamente radiale e lineare, genera l'illusione, in ogni essere cosciente, di trovarsi in un universo locale in cui i quanti di energia, spazio e tempo sono divisi tra loro, mentre in realtà sono tutti sovrapposti, in un universo in cui tutto è contenuto in un solo punto che dura un istante di tempo. Il paradigma olografico viene arricchito dalla presenza della Coscienza, che si rivela essere il Tutto, l'Uno detto Dio, l'unica cosa reale che crea l'universo virtuale per specchiarsi e quindi acquisire conoscenza di sé. Persino la memoria, come esperienze sia di laboratorio che personali hanno confermato, non risiede nel cervello ma nell'ologramma stesso, e può essere cambiata in quanto il tempo, come lo spazio e l'energia, è virtuale: sia il passato che il futuro, dunque, non sono rispettivamente ricordati e immaginati, ma sono percepiti, vengono vissuti nell'unico tempo presente, il qui ed ora, e possono essere modificati con un atto di volontà. Prendendo quindi in esame la Coscienza, gli archetipi e il paradigma olografico, si può finalmente capire come funziona in realtà la PNL “classica”.


Per approfondimenti vedere:

* "Programmazione Neuro Linguistica e legami: PROFEZIA AUTO-AVVERANTE!!!" ... giugno 2012.
Programmazione Neuro Linguistica e legami: PROFEZI...
* "IL PATRIARCA: Max Karl Ernest Planck (23/04/1858 - 04/10/1947)" ... giugno 2012.
IL PATRIARCA: Max Karl Ernst Planck (23/04/1858 - ...
* "Non è possibile conoscere contemporaneamente tutte le proprietà di un oggetto!!! Heisenberg: principio di indeterminazione!!!" ... giugno 2012.
Non è possibile conoscere contemporaneamente tutte...
* "David Bohm: esploratore scientifico, filosofo e mistico!!!" ... luglio 2012.
David Bohm: esploratore scientifico, filosofo e mi...

 


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giovedì 8 novembre 2012

Infinite realtà? Una scoperta conferma i paradossi della fisica quantistica!!!

La funzione d’onda, concetto alla base della meccanica quantistica, non è solo un modello matematico astratto ma una realtà tangibile. La scoperta aprirebbe prospettive capaci di rivoluzionare il concetto stesso di realtà, solo una delle infinite possibili.

Immaginate di stare seduti al tavolo da gioco per una partita di poker. Vi vengono date le carte. Per quanto forte sia il vostro desiderio di trovarvi una buona mano, non saprete che carte sono finché non le girate. Immaginate ora che, con quel semplice gesto, la realtà cambi, prendendo diverse direzioni: in una vi troverete in mano delle carte buone per una scala, in un’altra potrete fare una doppia coppia o un tris, in un’altra ancora – molto fortunata – un bel poker. In molte altre, vi troverete solo delle carte inutili. Nulla di tutto questo accade davvero, secondo la nostra esperienza. Eppure questa “scissione” della realtà sembra avvenire a una scala infinitamente piccola, quella regolata dalle leggi della fisica quantistica, ed è un fenomeno con i quali gli scienziati fanno i conti da oltre sessant’anni.

Quanto è reale una funzione d’onda

Tutti coloro che hanno studiato un po’ di chimica ricorderanno, ad esempio, il modello dell’atomo con il suo nucleo e i suoi elettroni che gli girano intorno, simili a pianeti intorno al Sole. La fisica quantistica ha rivoluzionato, a suo tempo, questo modello (che pure continuiamo a studiare a scuola): gli elettroni non sono qui o lì, ma un po’ dappertutto, sparsi intorno al nucleo. Eppure, dirà qualcuno, se io voglio trovare un elettrone, dovrò pur sapere dove si trova. Quello che sappiamo è solo la probabilità di trovare un elettrone in un punto specifico, esattamente come la probabilità di avere in mano certe carte al tavolo da gioco. Solo che, secondo la fisica quantistica, possiamo scegliere noi le carte da avere in mano: quando lo scienziato effettua l’osservazione per scoprire dove si trova esattamente l’elettrone, l’elettrone “magicamente” compare in quel punto esatto. Gli scienziati dicono che la sua funzione d’onda è collassata, ossia che la sua localizzazione nello spazio, invece di essere “spalmata” per tutta l’orbita intorno al nucleo, si è stabilizzata in un punto specifico.


Werner Heisenberg durante una lezione universitaria.

Fino a oggi, la funzione d’onda era considerata una mera funzione matematica, capace di dirci la probabilità di trovare un elettrone in quel punto specifico. Un escamotage statistico e niente di più. Ora, una ricerca che sta scuotendo il mondo della fisica ha dimostrato che la funzione d’onda è qualcosa di reale e tangibile: l’elettrone esiste davvero in un’infinita di punti lungo la sua orbita, come tante infinite realtà diverse, che vengono ridotte a un’unica realtà solo quando l’osservatore porta l’elettrone a collassare in quel punto esatto.

Paradossi incredibili

La fisica quantistica ha abituato gli scienziati a questi paradossi. Ad alcuni non è mai piaciuta: sì sa per esempio che non piaceva ad Albert Einstein, che amava immaginare una realtà determinata, definita, certa. Ma anch’egli dovette tardivamente arrendersi all’evidenza: se il mondo macroscopico che viviamo e sperimentiamo sembra in effetti dominato da leggi inderogabili che lo rendono solidamente reale, il mondo microscopico sembra avvolto nella nebbia fitta dell’indeterminazione. Non a caso, uno dei padri della fisica quantistica, Werner Heisenberg, aveva definito “principio di indeterminazione” uno degli assunti di base di questa teoria. Nella sua versione stringente, tale principio sostiene che non è possibile determinare con esattezza il moto e insieme la posizione di una particella. Ciò in quanto il semplice atto di osservare una particella quantistica la modifica e ne cambia le proprietà.
Perché ciò non avviene nel mondo che conosciamo? Perché, se osserviamo un vaso di fiori, non riusciamo a modificarlo, o se speriamo di trovare un portafogli per strada non lo troviamo, per quanto ardentemente possiamo sperare di imbatterci in una tale singolare fortuna? Perché le leggi della fisica quantistica perdono di valore superata una certa dimensione: i teorici lo chiamano “problema della decoerenza”, e in sostanza altro non è che la constatazione che i sistemi macroscopici che sperimentiamo quotidianamente non seguono le stesse regole dei sistemi microscopici, quelli cioè alla scala atomica o meglio ancora sub-atomica.

 Infinite realtà? Una scoperta conferma i paradossi della fisica quantistica.

Nonostante le sue tante bizzarrie, la fisica quantistica è una teoria accettata e comprovata dalle sperimentazioni tanto quanto quella della relatività. Non solo: è applicata quotidianamente in tanti ambiti scientifici e tecnologici e ha prodotto un gran numero di ritrovati importanti per l’industria. Eppure, le sue fondamenta filosofiche restano fonte di profonda perplessità. La scoperta annunciata  giorni fa da un gruppo di fisici teorici dell’Imperial College di Londra promette di riaprire un dibattito iniziato negli anni ’20 e non ancora concluso. Il gruppo, guidato da Matthew Pusey, invita alla cautela, ricordando che la ricerca è attualmente al vaglio dei referee di una prestigiosa rivista, che debbono ancora decidere se accettarlo o meno. Ma tutti coloro che hanno potuto leggere la relazione on-line ne sono rimasti affascinati. Si tratta infatti di un teorema, che attraverso una matematica stringente e – sostengono gli esperti – apparentemente perfetta, spiega che la funzione d’onda non può essere considerata un mero strumento statistico, un escamotage matematico che usiamo per spiegare la probabilità che una particella possieda determinate proprietà. No, la funzione d’onda è una realtà tangibile.


Un'efficace rappresentazione schematica del paradosso di Schrodinger.

Per capire quali sono le implicazioni di quella che sembrerebbe una scoperta a uso e consumo dei ristretti circoli matematici, basta ricordare il paradosso di Schrödinger. Per chi non lo conoscesse, la storiella è semplice: un gatto è chiuso dentro una scatola, in compagnia di una fiala di veleno collegata a un martelletto, il quale a sua volta è collegato a un contatore geiger che misura il decadimento di un atomo radioattivo. Se l’atomo radioattivo decade, il contatore geiger lo scopre e invia un segnale al martelletto il quale rompe la fiala di veleno che ucciderà il gatto. Se l’atomo non decade, il gatto sarà vivo e vegeto. Se applichiamo le leggi della fisica quantistica a questo scenario, in teoria finché un osservatore esterno non apre la scatola, il gatto sarà contemporaneamente vivo e morto. Questo perché l’atomo radioattivo resterà in uno stato indeterminato, descritto appunto dalla funzione d’onda, che collassa solo allorquando l’osservatore effettua l’osservazione. Possibile che, all’interno di quella scatola, il gatto sia contemporaneamente vivo e morto? No, per questo lo chiamiamo “paradosso”. E per questo la fisica quantistica non si applica al mondo macroscopico. Ma se prendete questo esempio e lo applicate a una scala sub-atomica, potete stare certi che le cose andranno proprio come le aveva descritte Schrödinger, un altro dei maestri della fisica quantistica.

I molti mondi di Everett

Il paradosso veniva risolto, fino a ieri, sostenendo che la funzione d’onda è una questione di sola matematica: non è vero, non può essere, che allo stesso tempo un atomo sia decaduto e sia rimasto integro. Il gruppo di Pusey non la pensa alla stessa maniera: secondo loro, l’atomo è davvero, al tempo stesso, vivo e morto. E la sua esistenza dipende dall’osservatore. La grande rivoluzione della fisica quantistica sta tutta in quest’ultima frase: se il mondo sub-atomico vive in una realtà indeterminata finché non c’è un osservatore esterno che la fa collassare in uno stato determinato, allora – volando (ma nemmeno tanto) con la fantasia – potremmo sostenere che l’intero universo vivrebbe in uno stato di indeterminazione quantistica se non ci fossero osservatori intelligenti che lo osservano. Il che, detto in maniera più rude, vuol dire che, se non ci fossimo, l’universo non sarebbe quello che è. I filosofi si divertono molto con queste domande che imbarazzano tremendamente i fisici, e rappresentano questi paradossi con un esempio: “Che rumore fa un albero che cade nella foresta, se non c’è nessuno in ascolto?”.


Hugh Everett III, autore dell'interpretazione "a molti mondi" della meccanica quantistica.

Nel 1957 i fisici Hugh Everett e Bryce DeWitt proposero un’interpretazione della fisica quantistica nota come “interpretazione a molti mondi” e, in seguito, come “interpretazione di Everett-DeWitt”. In pratica, la realtà non è indeterminata: coesistono su uno stesso piano infinite realtà. Quando pescate le carte, la realtà si divide: in uno di questi mondi, voi vincete un bel po’ di soldi (se state giocando al casinò!) perché avete preso una mano fortunata, in tanti altri mondi ve ne tornate a casa a mani vuote. Il film Sliding Doors applicava, senza volerlo, questa teoria: ogni scelta che compiamo creerebbe dei bivi, altre linee della realtà che non vediamo, ma nelle quali altri noi stessi hanno compiuto scelte diverse. Infiniti mondi in infinite realtà diverse. Non c’è da stupirsi se l’interpretazione di Everett-DeWitt abbia fatto sognare tanta gente ma sia stata anche accolta con scetticismo dai teorici, per quanto non contrasti con le leggi fisiche attualmente note. Ora, la scoperta del gruppo di Pusey potrebbe essere una conferma dell’interpretazione di Everett-DeWitt. Se i bookmakers inglesi accettassero scommesse sulla giusta interpretazione da dare alla fisica quantistica (una disputa che divide i fisici dagli anni ’20), potete stare certi che in molti in questo momento starebbero puntando proprio sui “molti mondi”.

Le prime reazioni sono già state raccolte dalla rivista Nature. Antony Valentini, fisico teorico specializzato proprio nella meccanica dei quanti alla Clemson University della South Carolina, ha parlato di un possibile “terremoto” per l’intero mondo della fisica. David Wallace, filosofo della scienza a Oxford, sostiene che la scoperta sia il più importante risultato teorico dalla nascita della stessa fisica quantistica. Robert Spekkens del Perimeter Insitute for Theoretical Physics del Canada, sostenitore della tesi opposta, secondo cui la funzione d’onda sarebbe solo uno strumento matematico, ha definito il teorema di Pusey “corretto” e il risultato “fantastico”. Una parola davvero appropriata per descrivere lo scenario che potrebbe schiudersi. Ma a questo punto la palla torna ai fisici, che continuano a regalarci immagini di una realtà molto più strana di quanto riusciamo a immaginare.


Per approfondimenti vedere:
* "Entanglement Quantistico: l'unione al tutto...." ... giugno 2012.
Entanglement Quantistico : l'unione al tutto....
* "Il paradosso del gatto di Schrodinger" ... giugno 2012.
Il paradosso del gatto di Schrodinger
* "Natura corpuscolare e ondulatoria. Dualismo onda-particella!" ... giugno 2012.
Non è possibile conoscere contemporaneamente tutte...
* "Non è possibile conoscere contemporaneamente tutte le  proprietà di un oggetto!!! Heisenberg: principio di indeterminazione!!!" ... giugno 2012.
Non è possibile conoscere contemporaneamente tutte...


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