giovedì 18 luglio 2013

Comunicazione per capire e farsi capire: la mappa non è il territorio! PNL



Alfred Korzybski, padre della semantica generale diceva che "la mappa non è il territorio", un concetto poi ripreso dalla Programmazione Neuro Linguistica (PNL).
Cosa significa?
Ognuno di noi ha un modo di pensare, parlare e fare le cose completamente unico.
E questo corrisponde ad un modo di vedere la realtà completamente differente da persona a persona, come se avessimo una "mappa", che ci permette di orientarci all'interno della complessità del mondo.
Questo è anche uno dei motivi principali per cui spesso le persone talvolta fraintendono ciò che l'altro dice, oppure noi stessi parliamo dando per scontato che l'altro capisca (ma di questo ne parleremo meglio tra poco).
Persino una singola parola come "amicizia" o "amore"" acquisisce significati e sfumature completamente diversi da persona a persona.

Ognuno di noi ha la sua Mappa della realtà.
Una mappa, prendiamo come esempio una cartina geografica, è una rappresentazione di un territorio. Nella mappa compaiono gli elementi utili per orientarsi in un territorio sconosciuto, ad esempio i nomi delle vie, le strade, i luoghi importanti (comune, chiesa, ospedale, eccetera). Possiamo quindi dire che la mappa rappresenta il territorio, ma è ben distante da essere così ricca di informazioni come il territorio. La mappa è in scala e se fosse in scala 1:1 sarebbe inutilizzabile. Nella nostra cartina geografica non compaiono le case, gli alberi, i gradini sul marciapiede e tutti quei generi di dettagli, peraltro sarebbero informazioni inutili in una cartina geografica; inoltre possono esistere anche diversi tipi di cartina, ad esempio fisica e politica. Possiamo quindi ampiamente concordare con l’enunciazione “la mappa non è il territorio”.
Cos’è una parola se non una rappresentazione della realtà? Quando pronuncio la parola casa, sto emettendo delle frequenze acustiche, che all’orecchio mio e delle altre persone, vengono reinterpretate in un concetto mappato nella nostra mente: casa.

Ti faccio un esempio pratico in cui credo anche tu ti sei spesso trovato. Vuoi andare a vedere un particolare film, qualche tuo amico l’ha già visto e chiedi un parere sul film, alcuni ti dicono che è un film da non vedere perché brutto e rischi di buttare solamente soldi, altri, invece, ti fanno venir voglia di correre al cinema perché te ne parlano in modo superlativo. Eppure stiamo parlando dello stesso film!
Chiaramente il giudizio che uno ha è estremamente soggettivo, proprio perché le emozioni che un film può trasmette sono una rielaborazione attraverso i filtri sensoriali che il cervello usa per analizzare le informazioni.
Quindi anche la nostra mappa personale, che usiamo per interagire con il mondo, non è la realtà stessa, ma solamente una rappresentazione filtrata e soggettiva della realtà! Nel momento in cui accetti che la mappa del tuo mondo è la tua esclusiva elaborazione della realtà, avviene una cosa secondo me bellissima: smetti di giudicare qualcuno per le sue azioni perchè comprendi che è un'abitudine sciocca in quanto non tiene conto delle diverse esperienze passate, convinzioni limitanti, credenze e sistema rappresentazionale dominante. Tutti filtri che sono univoci per ognuno di noi!



L’essere umano utilizza costantemente delle mappe per muoversi nella realtà e non direttamente la realtà stessa. In ogni momento, nel processo del pensiero, l’uomo trova risposta alla domanda “cosa significa e cosa farò” e nel farlo il suo giudizio e la sua decisione sono determinate e determinano le sue mappe.

In pnl questo è un presupposto teorico che sostanzialmente dice: “quando una persona affronta un problema, il problema non è nella realtà stessa, ma nella mappa della persona. C’è quindi sempre una soluzione. La mappa deve arricchirsi di quelle scelte che permetteranno alla persona di trovare la soluzione”.

Quando una mappa è impoverita, perchè mancano particolari importanti, può essere dannosa, e non utile al suo scopo. Se, ad esempio, nella mappa mentale di una persona manca la comprensione che a volte anche le altre persone soffrono, penserà che “sono dei gran antipatici, perché non mi hanno salutato con un sorriso”.

Ti dirò di più, se è tua intenzione comunicare al meglio con i tuoi interlocutori è esclusivamente tua la responsabilità di entrare nella mappa dell’altra persona e capire cosa ci sia nel mondo dell’altro.
Solo così puoi avere un atteggiamento mentale di elasticità e apertura per comprendere il tuo interlocutore ed avere la miglior comunicazione possibile con esso. Questo mi da la possibilità di accennarti un altro presupposto importante in PNL, che è: “Il significato della tua comunicazione è dato dalla risposta che ottieni”.
In pratica, sei il solo a doverti assumere la responsabilità della tua comunicazione, tant’è, che se non vieni capito, probabilmente non sei riuscito ad arricchirti della “mappa del mondo” del tuo interlocutore.

Per parlare con una persona è importante si un ascolto attivo e l'empatia, ma anche  conoscere la sua mappa, approfondire i concetti, fare domande e non dare mai niente per scontato, perché il nostro mondo interiore è completamente diverso da quello dell’altro.
Possiamo chiederci anche che cosa saremmo in grado di fare ampliando la nostra Mappa della realtà. Ampliare la mappa significa ampliare le possibilità di scelta a una gamma più vasta di soluzioni e comportamenti che ci permette di sviluppare quella flessibilità che la vita ed il mondo di oggi richiedono.
Pensiamo a cosa succederebbe se potessimo conoscere la mappa di un altro, in particolare di una persona importante per noi, con cui vogliamo comunicare bene ed entrare in rapporto: potremo fargli vedere sotto un altro aspetto una situazione difficile e trasformare così il suo stato di malessere in benessere, aiutarlo a fare scelte migliori...
 
Tieni conto che in PNL, una delle capacità più importanti è proprio quella di “Comprendere e condividere la mappa del mondo degli altri”.

Il processo di costruzione della mappa inizia con le informazioni che raccogli attraverso i famosi “cinque sensi”: tatto, udito, vista, olfatto e gusto.
Nella Programmazione Neuro-Linguistica i cinque sensi sono raggruppati in tre canali percettivi, denominati VAK, ossia:
 
V CANALE VISIVO (vista);
A CANALE AUDITIVO (udito);
K CANALE CINESTESICO (gusto, tatto, olfatto ed esperienze emozionali).

Attraverso i canali percettivi tutti noi “filtriamo” le informazioni che ci arrivano dall’esterno e costruiamo la nostra MAPPA DEL MONDO.

In ognuno di noi prevalgono uno o due specifici filtri rappresentazionali rispetto agli altri.
Secondo le nostre tendenze soggettive (tutte le esperienze dirette ed indirette che hai fatto nel corso della Tua vita), usiamo prevalentemente un canale, sia per organizzare i dati d’elaborazione interna delle percezioni sia nel comunicare con gli altri.
Un secondo canale è meno forte mentre il terzo, è spesso destinato (erroneamente) a sparire.
Non è facile capire quale canale percettivo utilizza maggiormente il Tuo interlocutore, anche se con un po’ di pratica, capacità d’ascolto e buona volontà, puoi farcela ed utilizzare il suo stesso “linguaggio” rappresentazionale.

Eccoti alcuni esempi:

· Il visivo è una persona che usa soprattutto il senso della vista per percepire il mondo e basa le sue decisioni sulle immagini che riceve.
Supponi che tu sia una persona “visiva” :
al ristorante, rivolgendoti al cameriere dirai: “Ha un menù cui posso dare un’occhiata?”
Oppure potrai dire ad un amico: "Hai visto cosa è capitato a Marco?"

. L’auditivo è una persona che usa soprattutto il senso dell’udito per percepire il mondo e che dipende dalle parole per le informazioni che decidono il suo comportamento.
Se io fossi un potenziale “auditivo” :
al mio arrivo in stazione, pur avendo il cartello delle partenze a pochi metri da me, mi rivolgerei al personale ferroviario e gli domanderei: “Scusi, a che ora parte il primo treno per Milano?”.
Rivolgendomi ad un amico direi: "Ascolta: ho saputo una cosa capitata a Marco, tu già la sai?"

· Il cinestesico sensoriale è una persona che procede attraverso le sue esperienze usando l’intuizione. Usa il “sesto senso” nel prendere decisioni vitali.
Percepisce il mondo attraverso ciò che sente a livello “pelle”. In questo canale percettivo puoi integrare il senso dell’olfatto, del tatto e del gusto.
Un cinestesico vive sostanzialmente d’emozioni :
al ristorante, nella scelta di un piatto, dirà al cameriere: “Il solo nome mi fa venire l’acquolina in bocca…vada per le linguine tartufate”.
Se dovesse parlare con un amico potrebbe dire: "Sento di doverti confessare una cosa: ho un brutto presentimento riguardo ciò che è capitato a Marco. Tu che impressioni hai?"
 
Quello che mi preme più di tutto farti intendere è che in PNL esiste il magnifico concetto che tutto è soggettivo, proprio perché ognuno di noi ha un suo personalissimo modo di interpretare le sfumature e le elaborazioni che il cervello fa quando riceve i dati attraverso i tre canali. 

Devi sapere che esistono molti elementi che manifestano i sistemi rappresentazionali utilizzati:
· i movimenti delle mani;
· la postura del corpo;
· i movimenti degli occhi;
· le caratteristiche della voce;
· i movimenti del capo;
· ecc.
 
L'analisi e l'uso del linguaggio è comunque uno dei metodi più rapidi.
La scelta delle parole della persona che hai davanti è una fonte importante, che può fornirti indicazioni molto precise. Basta imparare ad ascoltare con attenzione. Spesso può capitare di vedere 2 persone discutere sempre, anche per motivi futili e banali, il motivo potrebbe essere solamente l'uso di diversi canali e non il contenuto del discorso.

E Tu?

Sai riconoscere la mappa del mondo della persona che hai davanti ed entrare in sintonia con lei? 
 
 
Ti faccio un esempio in cui credo anche tu ti sei spesso trovato. Vuoi andare a vedere un particolare film, qualche tuo amico l’ha già visto e chiedi un parere sul film, alcuni ti dicono che è un film da non vedere perché brutto e rischi di buttare solamente soldi, altri, invece, ti fanno venir voglia di correre al cinema perché te ne parlano in modo superlativo. Eppure stiamo parlando dello stesso film!
Chiaramente il giudizio che uno ha è estremamente soggettivo, proprio perché le emozioni che un film può trasmette sono una rielaborazione attraverso i filtri sensoriali che il cervello usa per analizzare le informazioni.
Nel momento in cui accetti che la mappa del tuo mondo è la tua esclusiva elaborazione della realtà, avviene una cosa secondo me bellissima, il giudicare qualcuno per le sue azioni è un esercizio che lascia il tempo che trova e che non tiene conto delle diverse esperienze passate, convinzioni limitanti, credenze e sistema rappresentazionale dominante. Tutti filtri che sono univoci per ognuno di noi!
Ti dirò di più, se è tua intenzione comunicare al meglio con i tuoi interlocutori è esclusivamente tua la responsabilità di entrare nella mappa dell’altra persona e capire cosa ci sia nel mondo dell’altro.
Solo così puoi avere un atteggiamento mentale di elasticità e apertura per comprendere il tuo interlocutore ed avere la miglior comunicazione possibile con esso. Questo mi da la possibilità di accennarti un altro presupposto importante in PNL, che è: Il significato della tua comunicazione è dato dalla risposta che ottieni”. 
In pratica, sei il solo a doverti assumere la responsabilità della tua comunicazione, tant’è, che se non vieni capito, probabilmente non sei riuscito ad arricchirti della “mappa del mondo” del tuo interlocutore.
- See more at: http://www.marcomartonecoach.com/2012/01/la-mappa-non-e-il-territorio.html#sthash.VaSEmBP7.dpuf
Ti faccio un esempio in cui credo anche tu ti sei spesso trovato. Vuoi andare a vedere un particolare film, qualche tuo amico l’ha già visto e chiedi un parere sul film, alcuni ti dicono che è un film da non vedere perché brutto e rischi di buttare solamente soldi, altri, invece, ti fanno venir voglia di correre al cinema perché te ne parlano in modo superlativo. Eppure stiamo parlando dello stesso film!
Chiaramente il giudizio che uno ha è estremamente soggettivo, proprio perché le emozioni che un film può trasmette sono una rielaborazione attraverso i filtri sensoriali che il cervello usa per analizzare le informazioni.
Nel momento in cui accetti che la mappa del tuo mondo è la tua esclusiva elaborazione della realtà, avviene una cosa secondo me bellissima, il giudicare qualcuno per le sue azioni è un esercizio che lascia il tempo che trova e che non tiene conto delle diverse esperienze passate, convinzioni limitanti, credenze e sistema rappresentazionale dominante. Tutti filtri che sono univoci per ognuno di noi!
Ti dirò di più, se è tua intenzione comunicare al meglio con i tuoi interlocutori è esclusivamente tua la responsabilità di entrare nella mappa dell’altra persona e capire cosa ci sia nel mondo dell’altro.
Solo così puoi avere un atteggiamento mentale di elasticità e apertura per comprendere il tuo interlocutore ed avere la miglior comunicazione possibile con esso. Questo mi da la possibilità di accennarti un altro presupposto importante in PNL, che è: Il significato della tua comunicazione è dato dalla risposta che ottieni”. 
In pratica, sei il solo a doverti assumere la responsabilità della tua comunicazione, tant’è, che se non vieni capito, probabilmente non sei riuscito ad arricchirti della “mappa del mondo” del tuo interlocutore.
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Ti faccio un esempio in cui credo anche tu ti sei spesso trovato. Vuoi andare a vedere un particolare film, qualche tuo amico l’ha già visto e chiedi un parere sul film, alcuni ti dicono che è un film da non vedere perché brutto e rischi di buttare solamente soldi, altri, invece, ti fanno venir voglia di correre al cinema perché te ne parlano in modo superlativo. Eppure stiamo parlando dello stesso film!
Chiaramente il giudizio che uno ha è estremamente soggettivo, proprio perché le emozioni che un film può trasmette sono una rielaborazione attraverso i filtri sensoriali che il cervello usa per analizzare le informazioni.
Nel momento in cui accetti che la mappa del tuo mondo è la tua esclusiva elaborazione della realtà, avviene una cosa secondo me bellissima, il giudicare qualcuno per le sue azioni è un esercizio che lascia il tempo che trova e che non tiene conto delle diverse esperienze passate, convinzioni limitanti, credenze e sistema rappresentazionale dominante. Tutti filtri che sono univoci per ognuno di noi!
Ti dirò di più, se è tua intenzione comunicare al meglio con i tuoi interlocutori è esclusivamente tua la responsabilità di entrare nella mappa dell’altra persona e capire cosa ci sia nel mondo dell’altro.
Solo così puoi avere un atteggiamento mentale di elasticità e apertura per comprendere il tuo interlocutore ed avere la miglior comunicazione possibile con esso. Questo mi da la possibilità di accennarti un altro presupposto importante in PNL, che è: Il significato della tua comunicazione è dato dalla risposta che ottieni”. 
In pratica, sei il solo a doverti assumere la responsabilità della tua comunicazione, tant’è, che se non vieni capito, probabilmente non sei riuscito ad arricchirti della “mappa del mondo” del tuo interlocutore.
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2 commenti:

  1. Ho letto questo articolo ma non ho trovato l'approfondimento che cercavo. Lo leggo di nuovo, può essermi scappato qualcosa. Tano per uscire un po per le strade periferiche, posso avere informazioni su un territorio chiamato "carattere"?
    E per agevolare il tutto, ho anche una domanda ben specifica. "Quali psico fattori agiscono sul carattere di una persona"?
    Grazie per aver letto questo articolo.
    Aspetto con impazienza una risposta. Andrea J Costa.

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