lunedì 29 aprile 2013

I carabinieri dicono BASTA!!!

Questo è da tutti i punti di vista, in ogni ambito, un momento storico senza eguali.
I poteri che hanno governato finora  ogni giorno che passa sono sempre più incapaci di occultare le trame recondite con cui hanno saldamente mantenuto il controllo della situazione.
Gli uomini che di tali poteri sono gli esecutori materiali, e che la popolazione riconosce come leaders delle forze politiche, sono ogni giorno più impresentabili, indipendentemente dagli schieramenti a cui appartengono.
E le forze dell’ordine, critico elemento di cerniera tra il potere e la massa dei cittadini, vivono un momento molto difficile.
Già, perché ai loro occhi coloro ai quali un sacro giuramento li obbliga all’obbedienza diventano ogni giorno meno meritevoli del loro consenso.
Ossia del consenso di chi deve difendere l’istituzione nel quale il potere è stato finora identificato.
Un consenso senza il quale il potere stesso non ha garantita la propria sopravvivenza.
Da qui l’estrema delicatezza di questo nodo storico.
Perché al di là di ogni considerazione di parte delle strumentalizzazioni, delle polemiche, dei fatti tristi che in passato si sono verificati, tutti devono convenire che i rappresentanti delle forze dell’ordine sono esseri umani, sono cittadini, sono fratelli.
Nessuno può negare che nel petto di ciascuno di loro batte un cuore come il nostro, e questo è il vero trait d’union emotivo, ancestrale, umano con la popolazione.
Sono sulla stessa barca dei loro concittadini. Ma sempre più spesso si vedono costretti da ordini a fare cose che forse non vanno nell’interesse dei cittadini.
Si vedono costretti ad obbedire ad ordini che comportano spesso il sacrificio della loro vita, e di converso vedono la loro dignità, fatta di giusti diritti e di eque retribuzioni, sempre più calpestata brutalmente dall’arroganza del potere.
Sentono forse le voci sempre più insistenti di una prossima riforma nella quale il potere accentrerà nella gendarmeria europea Eurogendfor, (già costituita silenziosamente con il trattato di Velsen del 2007 ratificato al Senato in Italia nel 2010 con la pressoché totale unanimità degli schieramenti politici) le funzioni finora a loro affidate.
E in questo caso sono i Carabinieri, – la benemerita, l’arma che, nel bene e nel male ha un posto speciale nel cuore degli italiani – a levare per primi la loro voce in nome della dignità. E a dire chiaramente BASTA agli uomini del potere.
In questo quadro riteniamo giusto riprendere la lettera aperta che il Cobar ha reso noto proprio ieri dal suo organo ufficiale.
Perché può essere un segnale affinchè si sappia che il consenso dei tutori dell’ordine non è qualcosa da considerarsi un dato di fatto, comunque tale anche di fronte all’arroganza ed al disprezzo che il potere manifesta anche nei confronti di coloro che hanno prestato giuramento di servizio.
Quel consenso è qualcosa che, perché il potere possa disporne a suo piacimento, deve in ogni caso superare la prova della dignità.



PRESIDENTE, SIGNORI MINISTRI INTERNI E DIFESA…

I CARABINIERI SONO STANCHI, BASTA.

La Dignità del Carabiniere.

La Lettera .

 

Pubblicata il 28/04/2013

La lettera a chi inizia con questo mandato governativo in una due giorni all’insegna del sacrificio dei Carabinieri. Conflitto a fuoco per rapina in corso, bersaglio per colpire il governo. Tutto questo con una dignità minacciata dalle scelte recenti scelte di governo. I carabinieri sono stanchi, i Carabinieri dicono basta.

 

AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
AL MINISTRO DELLA DIFESA
AL MINISTRO DEGLI INTERNI

Enrico, Angelino, Mario, cittadini italiani, uomini di Stato, uomini di Governo. Presidente del Consiglio, Ministro degli Interni, Ministro della Difesa di questo Governo della speranza, per tutti i cittadini italiani, per tutti noi, Carabinieri.
In questa settimana, come tante, passa avanti agli occhi dei Carabinieri d’Italia tutto quello che è la nostra vita, il nostro ruolo in questa società, il nostro sacrificio per questo paese, per il nostro paese.  Mercoledi a Torino alla scuola allievi carabinieri hanno giurato 75 carabinieri , dei 240 che costituiscono l’arruolamento, il turn over del 2012 a fronte di  oltre 2000 unità che sono andate in pensione, scelta di Governo con la spending review.  Sabato il sacrificio di Tiziano della Ratta, Appuntato dei Carabinieri, che per l’ordine e la sicurezza pubblica di questo Stato è stato chiamato ad intervenire in una rapina. Un conflitto a fuoco lo ha condannato a lasciare moglie e un figlio che ad un solo anno di età deve rinunciare al padre, eroe, che ha dato la vita per lo Stato Italiano.  Il Maresciallo capo Domenico Trombetta, che era con lui, convivrà con 5 cicatrici da colpi d’arma da fuoco sulla pelle.  Domenica mattina, avanti a palazzo chigi, il Brigadiere Giuseppe Giangrande  e il  Carabiniere Scelto Francesco Negri hanno dovuto fare da bersaglio in un attentato mirato ad un uomo di Governo.  Francesco, ferito, ha subito un intervento chirurgico. Giuseppe, colpito al collo, dopo una delicata operazione, dovrà superare la prognosi riservata per una lesione interna.
Non è la prima volta che un carabiniere sacrifica la propria vita, non è la prima volta che un carabiniere rimane ferito, non è la prima volta che la vita di un carabiniere è in gioco.  Ma è la prima volta che un Carabiniere è stanco di dover combattere per difendere la propria dignità di uomo in divisa al servizio dello Stato.
E’ la prima volta che un carabiniere si trova difronte ad uno stipendio non corrisposto per cio’ che gli compete. Il blocco del tetto salariale del 2010 è stato “sanato”, per la nostra specificità, con uno stanziamento “una tantum” che non è coperto e che non ha corrisposto il 50% delle spettanze di avanzamenti, scatti di grado, indennità di anzianità ai Carabinieri di ogni ordine e grado che per il triennio 2011-2013 aveva maturato cio’ che gli spettava dopo anni di lavoro in questa istituzione al servizio dello Stato.  Nel 2013 sarà corrisposto solo il 13%, cioe’ nulla.  Il blocco contrattuale, fermo al 2006, si protrarrà sino al 2014.  La pensione del collega che ci ha lasciato è di 900 euro mensili. Non solo la sua, ma di decine di migliaia di Carabinieri che ad oggi, sanno che fra 25 anni e piu’ questa sarà la tanto maturata pensione.  La ragioneria dello Stato ha fatto uno studio per recuperare somme necessarie per l’economia del paese, prevede il taglio del 10% della parte previdenziale dello stipendio del carabiniere.
Cari Enrico, Angelino e Mario, i carabinieri sono davvero stanchi di assistere a questa violazione della propria dignità. Carabiniere è a difesa della dignità dello Stato, della propria dignità di uomo dello Stato e di cittadino italiano.  Non possiamo andare avanti cosi’.  Non si puo’ morire per il paese e il paese ci riserva questo trattamento. Non è accettabile da chi è tutti i giorni, con la propria vita, al servizio del paese, della sicurezza e dell’ordine pubblico di una comunità che vede crescere giorno dopo giorno criminalità e delinquenza.  In queste ore i colleghi stanno esprimendo sconcerto, delusione, malcontento. I colleghi ci chiedono di reagire nel far sentire la voce dei carabinieri per la nostra dignità di uomini in divisa con una propria specificità, calpestata dalle scelte di Governo.
L’economia del paese non puo’ passare per tagli alla sicurezza, agli uomini del comparto.  I tagli stanno facendo implodere le singole amministrazioni che con le scelte di recupero economico vanno sempre ad incidere sul personale.   Non è accettabile che a fronte di tutto quello che abbiamo visto e gli scandali dell’economia nazionale e politica vanno a pagare gli uomini in divisa al servizio del paese.  I nostri stipendi esigui che non ripagano certo il rischio della propria vita non possono essere la salvezza dell’economia del paese.  I tagli vadano fatti nelle dinamiche economiche nelle spese di Governo per affitti e costi di gestione di strutture pubbliche e intrecci politici. Abbiate il coraggio delle scelte, abbiate il coraggio di recuperare dove lo spreco è noto a chi governa e non dalle tasche delle famiglie degli uomini al servizio dello Stato.  Salvare banche, sottacere gli scandali economici che hanno assorbito miliardi di euro di soldi pubblici con i quali avremmo salvato il paese da una crisi provocata da governo e politica, e non certo da chi ha servito e serve questo paese con dignità e senso del dovere.
Siate responsabili, sentite il peso delle scelte, sappiate avere il coraggio di fare le scelte, quelle vere, quelle per la gente di questo paese. Sappiate dare dignità a chi rappresenta questo paese, a chi viene preso a bersaglio per colpire lo Stato, la politica, il Governo.
Noi, carabinieri, siamo stanchi. Noi cittadini di questo paese siamo stanchi. La nostra dignità la difenderemo senza alcun compromesso, per noi, per le nostre famiglie, per i nostri figli.
Che il vostro sia un incarico di Governo che dia risposte a questo paese, ai cittadini di questo paese, che ridia dignità agli uomini in divisa al servizio di questo paese.

Vincenzo Romeo,
Appuntato Scelto nei Carabinieri, Appuntato per le scelte di Governo,
Rappresentante nazionale dell’Arma dei Carabinieri
900 euro di pensione garantita fra 25 anni
200 euro in meno al mese per il blocco del tetto salariale
Dignità che sarà difesa come uomo e come cittadino di questo paese.


          http://risvegliodiunadea.altervista.org/?p=3528


Tratto da http://www.iconicon.i




EUROGENDFOR (EGF) la Gestapo dei banchieri in Europa, Trattato di Velsen -

Cos’è la gendarmeria europea?



Clicca sul link per vedere il video: http://www.youtube.com/watch?v=9LyP_dUhrtI

Il potere dell’Unione Europea non si manifesta solo sulla nostra politica finanziaria ma ora anche su un aspetto importante del nostro convivere civile. Importante ma clamorosamente sottaciuto, ma che noi riteniamo fondamentale affrontare ai fini di Capire il quadro complessivo dell’attuale situazione europea.
L’argomento è poco conosciuto, trattato esclusivamente da pochi siti web e completamente marginalizzato, se non proprio ignorato, dai media mainstream nazionali. Parliamo dell’Eurogendfor. Cos’è l’Eurogendfor? 

Stemma Eurogendfor

Perché è importante Capire di cosa si tratta?


Innanzi tutto, potremmo sostenere con ferma certezza che l’Eurogendfor è la prova provata di quanto la stragrande maggioranza dei cittadini italiani siano completamente all’oscuro del contenuto dei trattati e degli accordi comunitari. L’Eurogendfor viene istituita il 18 ottobre del  2007 a Velsen, in Olanda, con un omonimo Trattato firmato da Italia, Francia, Spagna, Paesi Bassi e Portogallo; a cui in un secondo tempo si è aggiunta la Romania nel 2008. L’arma è formata da agenti provenienti dalle polizie militari dei paesi firmatari, nel caso dell’Italia il corpo dei Carabinieri e ha la sua base operativa sul territorio del nostro Paese, precisamente presso la Caserma “Generale Chinotto” di Vicenza.
Sul sito istituzionale si legge che viene: “costituita per Trattato con lo scopo di rafforzare le capacità di gestione delle crisi internazionali e contribuire alla Politica di Difesa e Sicurezza Comune (PSDC). Eurogendfor può essere considerata come uno strumento integrato finalizzato a condurre missioni di polizia in diversi teatri, inclusi quelli destabilizzati, a supporto dell’Unione Europea (EU), l’Organizzazione del Trattato Nord-Atlantico (NATO), le Nazioni Unite (UN), l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europea (OSCE) o eventuali coalizioni ad hoc.”
Fino ad ora questa forza di polizia europea è stata utilizzata prevalentemente in missioni all’estero, come nel 2007 in Bosnia- Herzegovina, nel 2009 in Afghanistan sotto la guida della NATO e nel 2010 ad Haiti in supporto alle Nazioni Unite. Sempre sul sito istituzionale si legge che i compiti principali dell’Eurogendfor riguardano la sostituzione delle forze di polizia locali o il loro rafforzamento nelle situazioni di crisi d’ordine pubblico e impiego in operazioni umanitarie. Quello che potremmo definire il “lato oscuro” di quest’istituzione europea, nascosto dietro la facciata delle missioni umanitarie e del motto: “Lex Paciferat”, è molto preoccupante. Gli agenti dell’arma, che può agire naturalmente sul territorio dei Paesi comunitari, rispondono esclusivamente al Cimin, il Comitato Interministeriale composto dai Ministri degli Esteri e della Difesa dei paesi firmatari. L’EGF nelle sue missioni ha compiti quasi illimitati: supervisioni, arresti, indagini penali, attività d’intelligence, controllo delle frontiere, formazione di personale, pubblica sorveglianza, protezione di beni e persone; ma, in cima alla lista della mansioni, come sottolineato anche sul sito istituzionale, troviamo le “missioni di ordine pubblico”.
Non pochi intravedono un sottile richiamo in questi scopi principali alla UEO e in particolare alla questione sorta con la dichiarazione Petersberg del giugno 1992, quando il Comitato Interministeriale, riunito appunto a Petersberg (Bonn), approva una Dichiarazione che individuava una serie di compiti, precedentemente attribuiti alla stessa UEO, da assegnare all’Unione Europea; le cosiddette “missioni Petersberg”: missioni umanitarie o di evacuazione, missioni intese al mantenimento della pace, nonché le missioni costituite da forze di combattimento per la gestione di crisi, ivi comprese operazioni di ripristino della pace, o meglio note come Peacekeeping.
Non è azzardato immaginare come questa forza potrà in futuro essere utilizzata anche in caso di forti scontri di piazza o in caso di rivolta popolare contro il governo in carica, o contro la stessa UE presumiamo. Nei giorni più accesi degli scontri avvenuti ad Atene, nell’ottobre del 2011, molti blog d’informazione greci e anche una radio hanno dato notizia dell’approdo di un contingente dell’Eurogenfor sull’isola di Igoumenitsa. Questa notizia, naturalmente segnalata come falsa e priva di fondamento dal governo greco, è stata ripresa e ritenuta affidabile anche dal documentarista della BBC, David Malone, sul suo blog: “Che differenza c’è esattamente tra Eurogendfor e qualsiasi altra forza mercenaria? Il governo Greco potrebbe ‘invitare’ qualsiasi esercito privato. Non importa come inquadrare Eurogendfor ,la realtà è che il popolo Greco non ha votato a favore di questo trattato e di certo non gli è stato chiesto se è d’accordo che delle forze straniere quasi militari possano operare in Grecia. Se questa storia si rivela essere vera, allora significa che il governo Greco, come tutti i governi nel corso della storia che hanno perso ogni legittimità con la loro stessa gente, cerca il sostegno militare di forze esterne con cui reprimere il proprio popolo. Una volta vista in questo modo, alla fine entra in gioco la parola tirannia. E questa parola ha conseguenze estremamente gravi.”
Leggendo il trattato che istituisce la gendarmeria, i timori espressi da molti prendono consistenza. Secondo l’art. 21 i locali, edifici, archivi, atti, file informatici, registrazioni e filmati di proprietà dell’arma sono da ritenersi inviolabili; l’art.22 garantisce un’immunità da provvedimenti esecutivi dell’autorità giudiziaria dei singoli stati nazionali, estesa alle proprietà ed ai capitali del corpo di gendarmeria, mentre l’art.23 dispone che le comunicazioni non possano essere intercettabili, l’art.28 chiarisce come i Paesi firmatari, rinunciano a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni, l’indennizzo non verrà richiesto neanche in caso di ferimento o decesso del personale di Eurogendfor. Infine, ma forse di maggior importanza, l’articolo 29 enuncia: “I membri del personale di Eurogendfor non potranno subire alcun procedimento relativo all’esecuzione di una sentenza emanata nei loro confronti nello Stato ospitante o nello Stato ricevente per un caso collegato all’adempimento del loro servizio”.
Il Parlamento italiano ha ratificato il Trattato il 14 maggio 2010. La Camera dei deputati lo ha approvato con voto unanime: presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442. Di lì a poco, anche Palazzo Madama si è adoperato per far passare il trattato che in poco tempo riceve il via libera dell’aula. Il 12 giugno 2010 il Trattato di Velsen entra in vigore nel nostro Paese, all’oscuro dei cittadini, senza alcun dibattito o discussione al riguardo e con il benestare di tutta la nostra classe politica, senza alcuna differenza di partito.

FONTE: http://www.capiredavverolacrisi.com



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8 commenti:

  1. gippes@libero.it30 aprile 2013 09:16

    Sono perfettamente d'accordo e concordo con l'arma dei carabinieri ma non dimentico le altre Istituzioni. Mi dispiace leggere quanto su scritto, abbiamo fatto il salto di qualità nelle fogne. Mi auguro da cittadino Italiano che questi politici si ravvedano. Al peggio non c'è fine. Per quello che mi riguarda il termine EUROGENDFOR e la prima volta che lo sento e sono certo che molti Italiani non sanno che esiste questo corpo. Sono vicino alle vostre amarezze e al dolore per la perdita dei vostri compagni. Un italiano che continua ad amare la propria terra G.P.

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    1. come hai giustamente notato c'è poca diffusione su questo genere di notizie ed in molti sono totalmente allo scuro di tutto... perciò chiedo gentilmente a te a tutti coloro che leggono questo articolo di diffonderlo il più possibile!!! Credo che l'informazione sia basilare!!!
      Ringrazio fin d'ora per l'aiuto e lo sforzo!!!
      ^_^

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  2. allora speriamo che quando si arrivera alla rivoluzione i carabinieri si schierino con il popolo e non con la casta!!!!!!!!!!!!

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    1. ..d'altronde sono cittadini Italiani come noi e si evince dall'articolo ke sono anke più sfruttati...

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  3. Loro hanno prestato giuramento al sovrano di questo stato...hanno prestato giuramento al popolo,non ai politici!!! W la democraziaaaa!!!

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  4. i carabinieri di oggi sono altra cosa ed ho la massima stima per essi,ma nel 1860 i regi carabinieri piemontesi fecero al sud quello che l'eurogendforce si appresta a fare nel prossimo futuro. Spero che i CC e le altre forze di polizia si questa volta si schierino col Popolo Sovrano visto che adesso, per fortuna, non sono più i piemontesi di una volta...

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  5. se ho capito bene, gli articoli del trattato eurogendfor, dal 21 al 29 sembrano quelli della gestapo nazista; in pratica possono fare ciò che gli pare senza la possibilità di essere controllati dalle leggi dello stato in cui operano e le caserme e uffici a loro assegnati sarebbero inviolabili e non intercettabili? Se è cosi, si possono permettere di fare qualsiasi cosa dentro queste caserme senza che nessuno possa obiettare, neanche in caso di tortura? Vi prego ditemi che mi sto sbagliando e non ho capito nulla

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